Palazzo Carafa di Maddaloni

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Uno dei più interessanti del sec. XV a Napoli. Per distinguerlo dalle altre residenze della potente famiglia, è noto come palazzo di Diomede Carafa, dal nome del fondatore, primo conte di Maddaloni; venne compiuto nel 1466. Vi si fondono alcuni elementi caratteristici dell’architettura catalana (archi a sesto ribassato, colonne e capitelli nell’androne) con le forme fiorentine (colonna nel bel cortile aperto da logge). La facciata, a bugne piatte che rivestono l’edificio anche sui due lati (in alto, sugli angoli, teste scolpite), ha un portale marmoreo adorno di un festone di foglie di alloro, chiuso tuttora dalla *porta lignea intagliata del sec. XV. Diomede Carafa, uomo politico e d’arme, poeta e raccoglitore di antichità, qui dispose statue sulle basi dei muri esterni, sulla cornice del portale, dove ancora restano due busti di imperatori, nelle nicchie dell’androne, del cortile e delle scale, e nelle sale. Nel 1471 Lorenzo il Magnifico gli donò una bronzea testa di cavallo, che egli collocò nel cortile, dove rimase finché nel 1809 l’ultimo principe Carafa di Colubrano la donò al Museo archeologico nazionale e fu qui sostituita dalla copia in terracotta. Nella prima metà dell’800 il palazzo appartenne al ministro Santangelo, che vi allogò una celebre collezione di quadri e di antichità poi dispersa.

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